Ultima modifica: 14 Dicembre 2017

Senza Zaino

Nell’anno scolastico 2016-2017 è stato introdotto nel nostro istituto il modello di scuola “Senza zaino”, in due classi prime della primaria “G.Vidari”. Nell’anno scolastico 2017-2018 le classi “Senza zaino” al Vidari sono diventate sei: alle due classi seconde si sono aggiunte una classe terza e tre classi prime.

Di che si tratta?

In tutto il mondo gli studenti utilizzano lo zaino per portare a scuola e riportare a casa il proprio materiale come libri, quaderni, penne, matite, gomme, forbici, squadra e righe, colori ecc..

Un nutrito gruppo di scuole ha deciso invece di metterlo in disparte. Si è trattato di un gesto reale, perché gli studenti hanno una cartellina o una borsina leggera per i compiti a casa, mentre tutto l’occorrente  per l’attività didattica è a scuola, dove le aule stesse sono “diverse”: negli spazi, nell’arredo, nella disposizione, il tutto per facilitare un apprendimento efficace; ma è anche un gesto simbolico in quanto le pratiche e le metodologie ruotano intorno a tre valori:

Responsabilità

Il primo valore è la responsabilità. Gli studenti sono portati ad assumersi la responsabilità NEL e DEL proprio apprendimento. Il sapere non si trasmette passivamente, ma è frutto dell’azione intenzionale e responsabile del soggetto (costruttivismo). I metodi attivi basati sulla ricerca e sul problem-solving  e quelli passivi orientati alla comprensione, sono posti al fondamento dell’agire didattico. Gli studenti sono coinvolti con i docenti a strutturare, progettare, revisionare le attività didattiche. In tale prospettiva i docenti svolgono un ruolo prevalente di incoraggiatori e facilitatori. La responsabilità non è solo il senso del dovere ma è la voglia di “rispondere” mettendo in gioco le proprie capacità e i propri talenti. È diventare attori responsabili nella costruzione del proprio sapere.

Comunità

Il secondo valore è la comunità. L‘apprendimento si determina nelle relazioni e non individualisticamente. La personalizzazione dell’insegnamento e la comunità si integrano. La scuola deve essere una comunità di apprendimento, dove si pongono domande e problemi, si condividono i percorsi di studio e di approfondimento, si scambiano le risorse cognitive e le pratiche di lavoro, si vive insieme. Tutto questo tanto tra alunni, quanto tra docenti, favorendo sia il cooperative learning che il cooperative teaching. La comunità implica, inoltre, un pieno coinvolgimento dei genitori, partecipi nell’attività didattica.

Ospitalità

Il terzo valore è l’ospitalità. Un ambiente ospitale e ben organizzato favorisce l’apprendimento per il gruppo e per la persona. Non c’è la cattedra dinanzi alle file di banchi, ma spazi divisi da mobilio, l’area dei tavoli è adatta al lavoro di gruppo, le aree dedicate ai laboratori (arti, lingua, scienze e matematica, storia e geografia) suggeriscono la dimensione pratica dell’insegnamento. Si accolgono le ricchezze delle diversità dei soggetti in formazione. Non si usa  solo il linguaggio verbale, ma si usano frequentemente i linguaggi del corpo e della mimica, musicale e iconico, manipolativo, digitale e teatrale. Si mettono insieme la mano (l’artigianalità), il cuore (le emozioni) e la mente (il pensiero). In definitiva ospitando tutti i linguaggi si ospitano tutte le differenze. La struttura metodologica non standardizzata permette a ciascun alunno/a di essere riconosciuto/a nella propria originalità e diversità.

 

Il progetto “Senza Zaino per una scuola comunità” è nato nel 1998 dal circolo didattico n 7 di Lucca. Dal 2002 coinvolge vari istituti in un percorso di sperimentazione di un nuovo modello didattico-educativo. Gli istituti aderenti,  a oggi circa 140 in tutto il paese, costituiscono una vera e propria Rete (dpr 275/99 art.7).

“Senza Zaino” è un marchio registrato, non è solo il mettere i banchi a isole in classe, è l’adesione formale, e soprattutto di intenti, a questa Rete che abbraccia un particolare modello didattico – educativo.

A chi vuole iniziare viene proposta non una semplice formazione, ma un cammino che coinvolga tutta la comunità scolastica, a partire dal gruppo docenti della scuola. L’itinerario prevede la messa in discussione dell’ambiente formativo, la ristrutturazione degli spazi, la revisione dei modi di insegnare e il potenziamento concreto di quanto attiene ai valori fondanti di responsabilità, comunità, ospitalità.

“Senza Zaino” non è un progetto, ma un vero e proprio modello di scuola. Una scuola nella quale l’attività è al centro.

Le indicazioni nazionali forniscono gli obiettivi che le scuole devono raggiungere ( i saperi e le competenze), cioè il cosa imparare, la meta da raggiungere. Tuttavia è importante non solo la meta ma anche il modo per arrivare alla meta. Gli obiettivi sono indispensabili quanto le strade per raggiungerli; i prodotti e i risultati sono considerati importanti ma non viene tralasciato il processo: il come imparare.

“Senza Zaino” propone come metodo l’Approccio Globale al Curricolo che è prima di tutto proprio una focalizzazione sull’attività. Tale metodo sottende almeno 4 caratteristiche:

  • La globalità della persona. L’apprendimento deve considerare tutti gli aspetti, da quelli emotivi a quelli razionali, da quelli corporei a quelli intellettuali. (diverse intelligenze, diversi stili di apprendimento)
  • La globalità del sapere. Le discipline hanno una loro specificità, che va rispettata, ma è necessario ricostruire l’unità del pensiero, perché esperienza e realtà sono unitarie.
  • La globalità delle integrazioni. Tutti gli alunni sono diversi. La differenza è ciò che caratterizza ciascuno di noi. L’obiettivo è creare una comunità di alunni diversi.
  • La globalità dell’ambiente. L’oggetto non è privo di significato. Tutto l’ambiente è funzionale a stimolare l’apprendimento.

L’apprendimento Globale prevede un curricolo fondato su:

  • L’autonomia degli alunni che genera competenze.
  • Il problem-solving che alimenta la costruzione del sapere.
  • L’attenzione ai sensi e al corpo che sviluppa la persona intera.
  • La diversificazione dell’insegnamento che ospita le intelligenze, le potenzialità, le differenze.
  • La co-progettazione che rende responsabili docenti e alunni.
  • La cooperazione tra docenti che alimenta al formazione continua e la comunità di pratiche.
  • I diversi strumenti didattici che stimolano vari stili e metodi di insegnamento-apprendimento.
  • L’attenzione agli spazi che rende autonomi gli alunni.
  • La partecipazione dei genitori che sostiene l’impegno della scuola.
  • La valutazione autentica che incoraggia i progressi.

Si lavora come nella bottega dell’ARTIGIANO dove convivono anziani e novizi e si impara attraverso l’imitazione costruttiva nello svolgere passo a passo un’attività in tutte le sue fasi, arrivando ad assaporare la soddisfazione di un lavoro ben fatto riappropriandosi della dimensione materiale che ci fa apprendere anche con il corpo.